Anja al Teatro Biondo di Palermo con Pamela Villoresi

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Data / Ora
Date(s) - 06/02/2020
17:30 - 20:00

Luogo
Teatro Biondo Palermo

Categorie


GIOVEDI 6 FEBBRAIO 2020 | ORE 17:30
TEATRO BIONDO | SALA STREHLER OSPITA
ANJA LA SEGRETARIA DI DOSTOEVSKIJ
PRESENTAZIONE DELL’ULTIMO ROMANZO DI GIUSEPPE MANFRIDI
Dopo la presentazione a Più libri e Più Liberi (Fiera della piccola e media editoria), la Festa per Anja al Teatro Marconi di Roma, l’appuntamento partenopeo da Iocisto e a Sezze all’Auditorium di San Michele Arcangelo, continua il tour promozionale per una tre giorni siciliana che avrà come tappe Palermo, Catania e Zafferana. Si comincia con il primo appuntamento GIOVEDÌ 6 FEBBRAIO 2020 ALLE ORE 17:30 AL TEATRO BIONDO. Questo contesto sarà l’occasione per la prima presentazione siciliana dell’ultimo romanzo di Giuseppe Manfridi ANJA LA SEGRETARIA DI DOSTOEVSKIJ [La Lepre Edizioni | Collana Visioni | 2019 | www.lalepreedizioni.com]. Nella SALA STREHLER Pamela Villoresi con Giuseppe Manfridi interpreteranno alcune pagine di Anja, dando vita ad una presentazione recitata del romanzo.

Giuseppe Manfridi, classe 1956 romano di nascita ma con salde origni siciliane per via materna, già co-sceneggiatore del film Ultrà (Orso d’Argento nel 1991, con la regia di Ricky Tognazzi, al Festival di Berlino), e già selezionato due volte per il Premio Strega, è scrittore e autore teatrale rappresentato in Italia e all’estero. Tra le sue commedie di maggior successo ricordiamo: Giacomo il prepotente (1989), Ti amo Maria! (1990), Zozòs (1994), La cena (in scena dal 1990). Il debutto nella narrativa lo vede subito nella dodicina dello Strega 2006 con Cronache dal paesaggio (Gremese 2006), evento che verrà replicato nel 2008 con La cuspide di ghiaccio (Gremese).
Di recente ha pubblicato Filastrocche della nera luce. Cronache dalla Shoah (La Mongolfiera 2018). Nel 2016 ha pubblicato per la Lepre edizioni Anatomia della gaffe e, nel 2017, Anatomia del colpo di scena.

Bastano ventisei giorni a trasformare una adolescente in una moglie?
Questa la domanda della Lepre che immediatamente inquadra uno dei temi cardine di questo libro. Anja. La segretaria di Dostoevskij racconta, infatti, l’incontro tra Dostoevskij e la giovane stenografa che sposerà. Siamo a San Pietroburgo anno 1866. Lo scrittore quasi cinquantenne Fëdor Michajlovič Dostoevskij è afflitto dall’epilessia e reduce dall’aver firmato un contratto-capestro col suo mefistofelico editore: si è impegnato a consegnare un nuovo romanzo nell’arco di un mese. In caso contrario perderà i diritti su tutte le sue opere passate e future. Consigliato dagli amici, si rivolge a una scuola di stenografia che gli mette a disposizione la migliore delle sue allieve: Anja Grigor’evna, una graziosa adolescente curiosa del mondo, che ha ereditato dal padre la passione per la letteratura. Fra i due, in ventisei giorni, nascerà un amore estremo a dispetto dello scandaloso divario di età. Anja rimarrà la fedele custode dell’opera di Dostoevskij fino alla propria morte, avvenuta trentasette anni dopo quella del marito.
Giuseppe Manfridi – con questo romanzo si cimenta in una divertente e raffinata operazione di riscrittura di un momento topico della vita di Dostoevskij, quello in cui entra in scena Anja, sua giovanissima salvatrice che diventerà la seconda moglie e unico amore felice della vita del grande scrittore.
Manfridi si diverte e fa divertire il lettore che si trova immerso in una storia vera ma ricca di invenzioni, dove l’autore gioca con le atmosfere dell’opera di Dostoevskij a cui rimanda, allude o cita in modo diretto. Il risultato è una storia d’amore, di letteratura e di debiti che non solo parla di Dostoevskij ma sembra anche appropriarsi del suo linguaggio, della vita interiore dei personaggi, della magia di Pietroburgo, della durezza della vita e del dramma esistenziale che la rende meravigliosa e tremenda.

Vera Macchina del Tempo, questo romanzo sonda il legame profondo che si stabilì tra Dostoevskije Anja nel breve tempo della stesura del Giocatore, restituendoci, con una scrittura straordinariamente evocativa, atmosfere, clima e persino odori e rumori della Pietroburgo del XIX secolo.

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