Il Ghigno e la Mucca al Cinema

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Data / Ora
Date(s) - 06/02/2020
20:30 - 23:30

Luogo
Cineteatro Colosseum

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Il lungometraggio Il Ghigno e la Mucca viene riproposto giovedì 6 febbraio 2020, sul grande schermo del cineteatro Colosseum a Palermo, con una doppia proiezione ore: 20.30 e 22.30.
(v.m. anni 14 – non adatto ai soggetti affetti da epilessia – costo del biglietto € 5,00)

Un film musicale psicologico, un progetto indipendente opera prima del musicista post cinquantenne, eclettico e visionario, Fabio Nicosia.

I mostri dell’immaginario infantile trasmigrati nei vari stadi dell’esistenza dell’individuo. Le ombre, i fantasmi e le paure che siamo riusciti a domare ma non ad eliminare ritornano nei sogni. I mostri dell’infanzia hanno fatto la differenza nella vita di tutti noi e soprattutto in quella degli artisti, a causa ma anche grazie a loro sono nate pagine e pagine di letteratura, quadri, sculture, sinfonie.

Un’avventura musicale onirica, surreale, visionaria, bizzarra, astratta, sorprendente, grottesca, ipnotica in cui si inseriscono scenari partoriti dall’immaginazione, dall’inconscio, dalla realtà già trascorsa, dalla finzione.
Un film “poetico” contro ogni tendenza, ambiguo, dalla narrazione aritmica, un “elan vital” di bergsoniana memoria.

Un viaggio verso l’introspezione.Un invito a fermarsi a pensare

Il film è arte, nelle sue diverse discipline e forme, musica, pittura, fotografia, danza e teatro, in sinergia tra loro, spesso in modo dolcemente violento, concorrono alla realizzazione di un’opera che rimane inevitabilmente legata al suo autore e che con esso si confonde.
La musica racconta magicamente immagini fortemente evocative affidate ai volti, ai gesti e ai movimenti degli attori che, liberi da copioni recitativi, si lasciano guidare dalla semplice spontaneità del momento.

Immenso il potere della musica ! con quei suoni cupi, ripetitivi, stridenti e con quelle melodie satiane che morbidamente si adagiano ai movimenti dei corpi e dei ricordi.
Immenso il potere dell’arte che sempre tutti salva!

L’intenzione del regista sembra essere puntata sulle emozioni che ogni forma d’arte può produrre ed ecco che anche Tersìcore viene chiamata in causa rappresentandola egregiamente nella danza del piccolo Frigio, il protagonista.

La scelta del bianco e nero prevale su tutto. La sofferenza che nasce dai nostri incubi non ha colori, tuttavia arrivano momenti in cui il caleidoscopio si accende e ci riporta i colori nelle tele ddell’artista Vincenzo Verderosa. Sarà lo spettatore a dare i suoi colori attraverso le proprie emozioni e sensazioni.
Forti contrasti e primi piani, make up dai toni marcati, espressioni esasperate degli attori che dicono senza parlare. Un chiaro riferimento alla teatralità del cinema delle origini.L’autore non ha tralasciato nemmeno l’aspetto ascetico dello Yoga con la sua discilplina corpo e anima.

Un Lungometraggio la cui visione impone degli interrogativi.

” … dove finisce il sogno ed ha inizio la realtà ? … ”

Emerge una forte sensazione di disagio che si appiccica addosso allo spettatore, un voyeur che, da una porta socchiusa, sta guardando dentro la testa dell’autore intento a raccontare le ossessioni e i demoni dell’essere umano, con una sincerità a tratti spiazzante.

Nel tentativo di interpretare i pensieri, si rimane ipnotizzati, innervositi, sconfitti; ma ecco la rivelazione: le immagini altro non sono che note in movimento.
” … mi sono ritrovata a seguire la musica in movimento, mai in vita mia avevo visto la musica muoversi … ”

Certamente non un film convenzionale, l’ambizione è che qualcuno degli spettatori si specchi nella storia di Frigio.

” … logiche apparentemente illogiche, il pretesto per mettere in scena un’odissea nelle profondità più oscure dell’inconscio umano, rappresentazione dell’incoerenza del reale e della coesistenza della contraddizione … ”

Il Ghigno e la Mucca evoca una turba dell’infanzia. “.. Quando ero bambino credevo di vedere un ghigno fuori dalla mia stanza, nel buio c’era questo sorriso che si faceva beffe di me, in silenzio, terrorizzandomi ..”

Il regista probabilmente cerca la purificazione interiore, la liberaizone dalle angosce del subcosciente, vuole giungere alla contemplazione comprensiva e superatrice della colpa e delle passioni.

Il genio nasce dall’ossessione che dà tormento, dalle notti insonni a pensare, dal vagare per poi tornare a casa senza un domicilio fisso nella propria testa, ma con il cuore sempre vivo.

Il film va visto senza aspettative, senza l’obbligo di voler forzatamente darsene spiegazioni e senza pregiudizi; le sensazioni e alle emozioni giungeranno naturalmente.
Vederlo e rivederlo ancora. Ogni volta sarà un’esperienza diversa, si scopriranno nuovi significati, nuove un’espressioni, sguardi e movimenti che prima erano sfuggiti, si apprezzeranno immagini non da subito amate, sottoposte ad un primo, freddo, esame La prospettiva non sarà mai la stessa, cambierà sempre in base al proprio stato d’animo.

Attori :
Giusy Chiello, Paola Di Lorenzo, Maria Sciortino e Agostino Sparacino, ballerino e attore di appena 10 anni. Ed ancora Valentina Coppola, Danilo Ferrara, Anna Gagliano, Franco Ganci, Tommaso Gioietta, Maria Grazia Lala, Alessandro Lopes, Marco Mineo, Fabio Nicosia, Cristiana Pacitti, Vincenzo Verderosa e il piccolo peloso Monk.
Il montaggio è a cura di Sandro Verderosa, le voci fuori campo sono di Paola Di Lorenzo, Franco Ganci e Giusy Nicosia; la registrazione live del concerto è stata curata dal tecnico del suono Cristiano Nasta.

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