Kali Jones, Giovanna Lentini, Agata Katia Lo Coco

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Data / Ora
Date(s) - 19/10/2019 - 20/10/2019
11:00 - 3:00

Luogo
Border Line Palermo

Categorie


Kali Jones, Giovanna Lentini, Agata Katia Lo Coco per DINTORNI ISOLA/ISOLE

a cura di Gianna Panicola

Opening 11 ottobre 2019 ore 18.00
Borderline, Piazza Tarzanà, Palermo

L’Isola come flusso, l’Isola come speranza e l’Isola come contenitore, di Kali Jones, Giovanna Lentini e Agata Katia Lo Coco, per “Dintorni | Luoghi circostanti per l’arte 2019, Isola Isole”, è una riflessione sull’Isola come entità dalla forte valenza etica, poetica e sociale, aperta alle contaminazioni, alle migrazioni, ai “flussi”.
Kali Jones, realizzerà, appositamente per il BorderLine, un’installazione con fotografie e disegni, dal titolo “Il flusso: migrazione di esseri”. Per l’artista di origine canadese, l’Isola è un luogo di transizione, di flussi, di uomini, di cose, di varie forme di vita, di varie forme d’acqua. L’Isola vive attraverso l’acqua, attraverso il suo flusso si nutre e dà nutrimento. Molti processi cellulari dipendono dal movimento, dalla fluidità. E’ il movimento che genera ricambio cellulare, vita, trasformazione ed è una ricerca, quella della Jones, che ha avuto inizio in Francia con gli studi condotti sull’osservazione della materia e sul suo divenire. L’evoluzione, vissuta come una necessità e non come una condizione, l’ha condotta all’interazione di più media in un’unica opera.
Tutto scorre nelle opere in mostra, tutto scorre nella gente, nei cieli, nei mari, nei fiumi. Ogni fotografia ha come formato un esagono, scelto per simboleggiare la molecola d’acqua che cristallizzandosi assume la struttura esagonale.
Per Giovanna Lentini, l’Isola è il “luogo dell’anima e della speranza”. Le stratificazioni, le velature della sua pittura, le pieghe create dal tessuto cucito, le trame ordite dal filo di cotone, ci riconducono alla nostra terra, alla complessità del territorio siciliano. Il filo cuce e lega, stringe e sancisce un’unione indissolubile con l’Isola, come quella che lega una madre al proprio figlio. Ricama e delinea orizzonti, dove il bianco definisce.
Il bianco, dominante in tutta la produzione della Lentini, sospeso solo per brevi pause, è la luce del mediterraneo, con i suoi riflessi argentei. Dodici piccole tessiture di luce compongono paesaggi della memoria, in un puzzle di impressioni e sensazioni. Dove l’Isola diviene metafora del porto/vita che accende la sua luce a nuove vite, che accende nuove speranze e che anima il bisogno del viaggio e del ritorno. Perché chi vive lontano dall’Isola, più di ogni altro, spera in un ritorno. È un desiderio che risiede nell’anima e che la Lentini ha voluto in una ricerca che inizia con NOI/Natura e prosegue con NOI/Isola.
Agata Katia Lo Coco, in “Mediterraneum”, video realizzato a Triscina mare, una frazione del comune di Castelvetrano, in provincia di Trapani, racconta di come il mare sia un raccoglitore, un contenitore di anime, di cose. Il litorale di Triscina è conosciuto per l’edificazione abusiva e selvaggia. Una testimonianza che ha consentito la Lo Coco, impegnata in reportages sulla Sicilia, di filmare, documentare e capovolgere, rompendo i canoni tradizionali della visione.
“Esiste un momento di straniamento nel vedere l’orizzonte di cielo, da cui parte la panoramica, schiacciato dal mare”. Il cielo è minimizzato ad una striscia sottile che tende a scomparire. Il mare che occupa tutto il campo visivo, appare rovesciato. Il mare rovescia tutto ciò che raccoglie. Il mare chiede aiuto e noi non rispondiamo. “Dal cielo alla terra, passando per l’acqua … Cos’è vero di ciò che appare. Questo è il Mediterraneo. Spiaggiati e spiazzati come resti di conchiglie sulla spiaggia”.
Tre artiste, tre diverse rappresentazioni dell’Isola, tre diversi modi di sentire l’Isola, tre diverse Isole, legate dall’unica fonte, dall’unica energia: il mare.

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