Lab. autobiografico poetico sulla felicità con L.Cupane-Palermo

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Data / Ora
Date(s) - 30/03/2019
10:00 - 19:00

Luogo
Palazzo Pantelleria-Varvaro

Categorie


“Che non sia muta la felicità che muta” – laboratorio di scrittura autobiografica poetica sulla felicità a cura di Leonora Cupane

Date: 29, 30, 31 marzo 2019

Luogo: Palermo, Palazzo Pantelleria, piazza Meli 5, Palermo

Costo: 100 euro a persona

Orari:
Venerdì 29 marzo: 17,30 – 20,30.
Sabato 30 marzo: 10,00-13,30 e 15,00 – 19,00 con pausa tè/ caffè.
Domenica 31 marzo: 10,00-13,15 e 15,00-18,00.

Per info e iscrizioni: 339 6587379, leonocupa@yahoo.it.
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Contenuti del laboratorio:

Tre sono i presupposti di questo laboratorio: il primo è la certezza che la felicità esista, ma non coincida con la gioia, l’entusiasmo o la beatitudine. La felicità non esclude il dolore ma lo integra sapientemente, sarà questo il fulcro della nostra ricerca.

Il secondo presupposto è l’idea che, al contrario di quanto affermato nell’incipit di Anna Karenina, ogni felicità sia singolare e irripetibile, una dimensione impossibile da ricondurre entro schemi, spesso misteriosa agli occhi di chi osserva. Non c’è nulla di meno banale della felicità.

Il terzo presupposto è la convinzione che, a differenza di quanto afferma Vasco Pratolini nella sua poesia, la felicità non sia muta, o meglio, lo sia soltanto perché è molto difficile raccontarla. La felicità muta ma non è muta e noi ci cimenteremo nell’ardua impresa di narrarne le forme cangianti e le essenze, attraverso la prosa poetica e la poesia.

Dopo aver esplorato brani (di racconti, romanzi e saggi) e poesie sulla felicità, scriveremo di ciò che ci ha reso felici nelle varie epoche della nostra vita,con particolare riguardo all’infanzia e adolescenza, e di cosa ci rende felici oggi, nelle diverse sfere dell’esperienza.
Quali felicità sono vive, quali sembrano spente o sopite? Quali pezzi di felicità abbiamo perduto e quali felicità nuove abbiamo costruito,difeso, salvato, rigenerato?
Esploreremo attraverso la scrittura anche le felicità sensoriali del gusto, del tatto, dell’olfatto, dell’udito e della vista, le felicità del movimento, della pienezza e integrità corporea, e di certi gesti basilari che caratterizzano la nostra dimensione relazionale.
Daremo risalto speciale ad alcune dimensioni della della felicità, come il gioco, la creazione, la condivisione, la solitudine, la pausa.
Cercheremo di valorizzare le felicità scontate, quelle di cui non ci accorgiamo più.
In chiave progettuale, ci chiederemo quali dimensioni di felicità che attualmente sono assenti possiamo reintegrare, e quali si sono invece trasformate in qualcos’altro, in modo armonico rispetto a una nuova epoca della vita.
Ci chiederemo anche che tipo di felicità produce la scrittura, sia quella d’invenzione che l’autobiografia, e la poesia come linguaggio autobiografico particolare, in grado di curare e riparare ferite.

Il gruppo dei partecipanti sarà cassa di risonanza delle voci di ciascuno, in un continuo e fertile intreccio fra storia personale e coralità.

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Leonora Cupane è psicologa e psicoterapeuta della Gestalt e diplomata come specialista in metodologie autobiografiche alla Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, di cui è stata anche collaboratrice scientifica e docente. E’ presidente del Centro Studi Narrazione Le Città Invisibili di cui coordina la scuola di scrittura narrativa Nientetrucchi. Da quindici anni lavora con la scrittura narrativa,autobiografica e poetica in diversi enti e scuole e con molteplici tipologie di utenti, come formatrice e psicologa. Coordina insieme a Rossella Tomasello l’agriturismo letterario Bosco Pianetti.

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