Presentazione del corso di Feldenkrais da Diaria

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Data / Ora
Date(s) - 18/01/2020
17:30 - 19:00

Luogo
Diaria Didattica Arte Ricerca Azione

Categorie


Un corso dedicato a chi vive in costante presenza del dolore fisico e vuole fare qualcosa di diverso dall’imbottirsi di antidolorifici. Il corso è dedicato anche a persone anziane, persone con mobilità limitata, persone che per ragioni professionali hanno bisogno di accrescere la consapevolezza del proprio corpo e del loro movimento (danzatori/trici, attori/attrici).

Diaria presenta i nuovi corsi di Feldenkrais in un incontro gratuito SABATO 18 GENNAIO alle 17.30 in Via Montevergini 17 (necessaria la prenotazione al numero 3287640689).

I corsi si svolgeranno in Via Montevergini 17:

martedì e giovedì alle 10
lunedì e mercoledì alle 18
con Alessandra Luberti

Moshe Feldenkrais, nato in Ucraina nel 1904, fu dottore in ingegneria meccanica e fisica alla Sorbona di Parigi e fra i pionieri dell’insegnamento del Judo in Francia e poi in Gran Bretagna, dove si rifugiò per sfuggire alla persecuzione nazista e dove elaborò il suo metodo, al quale si dedicò per il resto della sua vita e che diffuse in tutto il mondo.
Feldenkrais parte dall’assunto che il cervello, di cui normalmente usiamo solo una piccola parte dei neuroni a disposizione, possiede la capacità di cambiare rapidamente, imparare nuove abilità e recuperare e ripristinare funzioni apparentemente perdute. La sua intuizione è oggi convalidata dalle neuroscienze.
Il Metodo Feldenkrais, o Consapevolezza attraverso il movimento (CAM), guida la persona ad esplorare gesti e movimenti semplici ed essenziali scomponendoli in profondità e concentrandosi sull’azione più che sul suo scopo. Come si raccoglie dal pavimento un oggetto? Si rimane seduti? Ci si china? Quali parti del corpo partono per prime? Attiviamo così risposte sensoriali e stimoli neurologici.
Il Feldenkrais è molto più della cosiddetta “ginnastica dolce” o “ginnastica posturale”, perché non solo agisce positivamente sia sulla postura che sulla coordinazione e fluidità di movimento, ma anche potenzia la funzionalità del cervello e del sistema nervoso, inducendo la dismissione spontanea degli schemi stereotipati cui si tende, per inerzia, nella vita di tutti i giorni.
Spesso i nostri schemi motori (tecnicamente riflessi antalgici che si scatenano per evitare la percezione di un dolore già sperimentato, senza risolverlo), infatti, sono inadeguati, ma ad essi ricorriamo per ragioni di natura difensiva: la paura di sentir dolore è alla base delle nostre limitazioni e dei nostri movimenti scorretti, in particolar modo alla schiena. Il fine, quindi, è quello di trovare nuovi e alternativi modelli d’azione più giusti per le esigenze presenti, re-imparare a muoversi, con maggiore efficacia, economia, consapevolezza e soprattutto, senza dolore.

Alessandra Luberti, danzatrice, coreografa, danzamovimento terapeuta e insegnante di Metodo Feldenkrais. Ha diretto per anni la Compagnia di danza Esse p.a. Ha svolto progetti anche con registi musicisti e coreografi come Claudio Collovà, Vincenzo Pirrotta, Giuseppe Cutino, Sayoko Onishi e Domenico Sciajno. Ha insegnato danza contemporanea, contact improvisation, analisi del movimento e movimento creativo in diverse città italiane e insegna il Feldenkrais a Palermo.

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